Congregazione

Congregazione dei Chierici Regolari Somaschi
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Documenti > San Girolamo
Quando piacque al benignissimo Iddio ‑ colui che ab aeterno prima ancora della creazione del mondo ama e predestina i suoi figli di toccargli il cuore, e con santa ispirazione attirarlo a sé dalle occupazioni del mondo, rinunciò a partecipare alle riunioni del Maggior Consiglio, e l'impegno avuto prima per gli uffici della Repubblica lo rivolse alla cura dell'anima, e al desiderio della patria celeste. Assorto in santi pensieri, il servo di Dio, all'udire spesso quel vangelo «chi vuol essere mio discepolo rinneghi se stesso e mi segua », sospinto dall'interiore mozione della grazia, decise di imitare il suo caro maestro Cristo, quanto più perfettamente possibile. Parlava con poche persone. Evitava di stare in ozio, anzi provava fortissimo dolore quando avesse trascorso anche una sola ora senza aver compiuto qualche buona opera. Aiutava i poveri con le elemosine che poteva permettersi, li consigliava, li andava a trovare, li difendeva. Sovente visitava chiese, ascoltava predicazioni, partecipava a messe. L'ascolto della parola di Dio lo portò a riflettere stilla sua ingratitudine e, ricordando le colpe commesse contro il suo Signore, sentiva odio contro se stesso e la sua vita passata. Spesso piangeva, spesso si poneva ai piedi di Gesù crocifisso, e lo pregava di essergli salvatore, non giudice. Cercava la compagnia di quanti potevano aiutarlo col consiglio, l'esempio, la preghiera: molte furono le persone che il Signore gli mise accanto per la cura della sua anima.

(Vita dell'Anonimo 3,1-9)


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Seguite la via del crocifisso, disprezzate il mondo, amatevi gli uni gli altri, servite i poveri
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