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Congregazione dei Chierici Regolari Somaschi
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Liturgia e sacramenti

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 25 Giugno 2017 - XII DOMENICA T.O. anno A

«Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo ma non hanno potere di uccidere l'anima», dice Gesù.
Il centro dell'annuncio cristiano può portare derisione, persecuzione; tutto ciò non deve stupire i discepoli del Signore, perché anche i profeti hanno vissuto questo e Gesù stesso è passato attraverso l'incomprensione e la persecuzione.
 

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2 Luglio 2017 - XIII DOMENICA T.O. anno A

Gesù Cristo disse ai discepoli: «Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me».
La presenza di Gesù, vero Dio e vero uomo, modifica del tutto le relazioni umane, da considerare sotto una luce nuova. Egli rivendica una precedenza assoluta su tutti e su tutto, anche sugli affetti naturali più cari, compresi quelli familiari. Ad essi Gesù antepone anche le relazioni più consone alla sua missione, come quella del profeta che lo annuncia, del giusto che accoglie, del discepolo che lo segue.

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9 Luglio 2017 - XIV DOMENICA T.O. anno A

«Ti rendo lode, o Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli».
MATTEO ci tramanda una preghiera di Gesù, nella quale loda il progetto del Padre. Si tratta di un progetto di "benevolenza", che tocca la salvezza dell'umanità. Gesù è ben consapevole del peso del progetto "salvifico" che il Padre gli affida, ma lo accetta con un incondizionato: «Sì, Padre». Non c'è preghiera più breve e completa di questa. Il "sì" alla volontà di Dio suppone anche per noi l'accettazione di un "giogo", che, tuttavia, non deve farci paura. Gesù ci assicura, infatti, che si tratta di «un giogo dolce e di un peso leggero» (Vangelo).

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16 Luglio 2017 - XV DOMENICA T.O. anno A

Ecco il seminatore uscì a seminare...
La parabola evangelica del seminatore suggerisce un contrasto evidente tra l'azione di Dio, che continua a seminare nei solchi dell'umanità, e il fallimento umano dei terreni improduttivi. Il profeta Isaia (I Lettura) ci dice che la parola di Dio è efficace, la sua forza fecondatrice è simile all'acqua così attesa dal contadino, celebrata anche nel "canto per il raccolto" dell'odierno salmo responsoriale. La parola uscita dalla bocca e dal cuore di Dio realizza sempre quello che annuncia. L'intera creazione è evocata nella lettera di san Paolo ai Romani (II Lettura). Il cosmo e la natura stessa testimoniano che sta nascendo la nuova umanità composta dai figli di Dio.

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23 Luglio 2017 - XVI DOMENICA T.O. anno A

«Signore, spiegaci la parabola della zizzania».
Il regno dei cieli instaurato da Gesù non s'impone con la forza, perché nasce dentro una umanità peccatrice trasformata dalla forza dell'amore. Dalla cronaca quotidiana veniamo a conoscere che ingiustizie, odio, guerre serpeggiano fra gli uomini. Ma assieme a tutto questo scopriamo tante realtà positive e di crescita.
 Pur camminando nell'oscurità del presente, sappiamo che lo Spirito Santo pronuncia nei nostri cuori la parola vera e definitiva che ci orienta al Regno di Dio presente tra noi. La storia dell'umanità è fatta di un misterioso impasto di bene e di male. Nel campo è stato gettato il buon seme, ma spunta la zizzania. Il Vangelo invita ad avere pazienza.

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30 Luglio 2017 - XVII DOMENICA T.O. anno A

«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto».
 La ricerca della gioia vera alberga nel cuore di ogni essere umano. Ogni desiderio nasconde in sé la sete di questa felicità. Il Vangelo ci racconta che il regno dei cieli è la vera gioia: è come un tesoro che uno scopre e fa di tutto per avere; è come una perla rara che un collezionista vuole possedere. La fatica per raggiungere questi beni viene cancellata dalla soddisfazione di avere raggiunto quanto si desiderava. Il problema della nostra vita di cristiani è che non siamo davvero convinti che la volontà di Dio sia la nostra gioia: non ci fidiamo delle promesse di Cristo.

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6 Agosto 2017 - TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE anno A

La voce del Padre: «Questi è il mio figlio, l'amato».
La gloria divina che brilla sul volto di Cristo trasfigurato non serve per stupirci, ma per garantirci l’origine divina di Cristo: è Lui il Figlio amato e mandato dal Padre per salvare il mondo. L’ordine di ascoltarlo ratifica quanto Gesù ha detto nel Vangelo. Poi tutto toma come prima: questo ci dice che anche quando non possiamo vedere la gloria di Dio, possiamo sempre ascoltare la sua parola.

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13 Agosto 2017 - XIX DOMENICA T.O. anno A

«Coraggio sono io, non abbiate paura!».
Benché ci ostiniamo a non ammetterlo, viviamo in una società di continuo alimentata dalla paura e questo stato d'animo può paralizzarci o renderci aggressivi verso le realtà in cui veniamo a trovarci. Gesù più volte esorta suoi discepoli a non temere, perché il volto di Dio che egli è venuto a manifestare non è di rabbia e di ira, ma di compassione e di misericordia.

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15 Agosto 2017 - ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Beata sei tu, Maria: risplendi nella gloria di Dio.
 Maria è l'immagine e l'esempio del cammino umano e di fede autentica: ella esulta perché Dio dispiega il suo braccio e non abbandona chi a lui è fedele. In lei ciò si è realizzato già in maniera compiuta, condividendo il trionfo di Cristo in corpo e anima; noi ne seguiamo le orme per godere la medesima gloria.

20 Agosto 2017 - XX DOMENICA T.O. anno A

«Donna, grande è la tua fede! Avvenga come desideri».
La salvezza non è un privilegio e Dio non fa distinzioni tra uomini di differenti popoli, culture, razze e lingue. Sembra il filo conduttore della Liturgia della Parola odierna. Il brano del Vangelo di Matteo mette in luce la grande fede della donna cananea che implora Gesù di liberare sua figlia da un demonio. In un primo momento il Messia non esaudisce le preghiere, ma lo fa solo dopo l'intercessione degli apostoli e la perseveranza della donna, che chiede insistentemente e con fiducia.

27 Agosto 2017 - XXI DOMENICA T.O. anno A

«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
«Ma voi, chi dite che io sia?»: questa domanda che Gesù rivolse ai discepoli interpella anche noi. Chi è per noi Gesù? Quale immagine di lui corrisponde alla verità? Matteo riporta alcune risposte della gente a questa domanda. Ma Gesù vuole sapere l'opinione dei suoi amici. Oggi questa domanda riveste un'importanza fondamentale. Troppo spesso ci costruiamo un Dio a nostra immagine e somiglianza. Oppure ne scegliamo gli aspetti più comodi, sorvolando su quelli che ci mettono in discussione.

3 Settembre 2017 - XXII DOMENICA T.O. anno A

Portare la croce ogni giorno sulle orme di Cristo
La ribellione alberga negli apostoli che, pur avendo mostrato, attraverso Pietro, di aver compreso il mistero di Dio rivelato dalla persona di Cristo, non accettano il cammino che lo attende, ossia che vada a Gerusalemme, soffra molto, sia ucciso e risusciti. Eppure la vera identità del Messia (diversa dalle aspettative del popolo e dei discepoli) si rivelerà a partire da questo mistero di passione, morte e risurrezione.
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10 Settembre 2017 - XXIII DOMENICA T.O. anno A

La presenza di Cristo risorto in mezzo a noi
 
Ai cristiani è indicata l'urgenza e la via della concordia (Vangelo): la riconciliazione è talmente importante da coinvolgere un crescendo di persone. Tuttavia possiamo individuare la chiave di lettura negli ultimi versetti del Vangelo: la preghiera a Dio. Avere il Signore come riferimento alzerà lo sguardo del nostro cuore al cielo, affinché possiamo prendere coscienza di quanto male facciano i grovigli di antichi rancori che incatenano ancora i nostri figli.

17 Settembre 2017 - XXIV DOMENICA T.O. anno A

«Signore, quante volte dovrò perdonare?»
 
Il Signore annuncia a Pietro la necessità di perdonare sempre. Tuttavia Gesù sa che il cuore dell'uomo porta dentro rancore, ira e odio. Per di più, fin dall'inizio dei tempi gli uomini coltivano questi atteggiamenti come fossero virtù. Regna un'affascinante quanto falsa credenza: più si eserciterà la vendetta, più si troverà serenità, leggerezza e soddisfazione. Il debitore del re, oggetto della sua pietà, mostra che l'ira vendicatrice si autoalimenta, fa perdere di vista la propria miseria, pervade l'esistenza e perfino gli atti di amore ricevuti faticano ad arginarla.

24 Settembre 2017 - XXV DOMENICA T.O. anno A

Il Signore ci chiama a tutte le ore della giornata

La parabola dei lavoratori a giornata è la risposta "sconcertante" di Gesù alla domanda degli apostoli che hanno lasciato tutto per seguirlo: "Che cosa ne avremo?". Il padrone della vigna, che ha dato agli operai quanto era stato concordato, si ritiene nel giusto. Non solo non accetta il loro intervento, ma difende la bontà del suo operato, accusando di invidia l'interlocutore. Matteo, che vede, al di là della parabola, il risentimento del popolo ebraico contro l'eccessiva misericordia divina riguardo ai pagani ammessi "gratuitamente" nel Regno, sa quanto sia difficile comprendere l'agire di Dio, che ci scandalizza.

1 Ottobre 2017 - XXVI DOMENICA T.O. anno A

«Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?»
 
La volontà del Padre richiama l'obbedienza, da considerare come la dimostrazione concreta dell'esistenza del nostro rapporto di filiazione con Dio.
La comunione di spirito nella comunità si raggiunge nella misura in cui ciascuno dei suoi membri saprà riprodurre nella propria vita gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, il quale si è fatto obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

8 Ottobre 2017 - XXVII DOMENICA T.O. anno A

«Io ho scelto voi perché portiate frutto»

Gesù riprende il tema dell'A.T. della vigna e ne rivela le estreme conseguenze, coinvolgendo i vignaioli (i capi dei sacerdoti, gli anziani del popolo e i farisei), che progettano perfino di ribellarsi al padrone, uccidendone il figlio, per entrare in possesso della vigna. La conclusione non potrà essere che la punizione degli empi e il cambio della gestione «con altri contadini che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

15 Ottobre 2017 - XXVIII DOMENICA T.O. anno A

«Un re fece una festa di nozze per suo figlio»

 
«Questi è il Signore in cui abbiamo sperato»: un Dio che ci prepara un banchetto, una festa nozze. Questa festa è traboccante di ogni bene, soprattutto perché Dio «eliminerà la morte per sempre» e «asciugherà le lacrime su ogni volto». Eppure c'è una sorpresa ancora maggiore: ci sono invitati che non accolgono l'invito, anteponendovi i loro affari. Sì, siamo sconcertati, ma non è questo, spesso, il nostro atteggiamento? Badare a ciò che dobbiamo fare, a quello che ci preoccupa o ci agita, senza porre attenzione a ciò che Dio fa per noi?

22 Ottobre 2017 - XXIX DOMENICA T.O. anno A

«È lecito o no pagare il tributo a Cesare?»

Dio ci sceglie perché ci ama. Paolo lo ricorda ai Tessalonicesi, aggiungendo che questo amore, che sempre ci sorprende, deve essere assunto dalla nostra libertà e fatto fruttificare, mediante una fede operosa, una carità che si affatica, una speranza che resta salda. I doni di Dio dobbiamo trafficarli nella storia, con l'atteggiamento di chi sa discernere tra ciò che spetta a Dio e ciò che spetta agli uomini. Quello che è di Cesare  Dio non lo pretende per sé. È appunto la responsabilità della storia, l'impegno per il bene comune, la promozione della giustizia e della pace.
Seguite la via del crocifisso, disprezzate il mondo, amatevi gli uni gli altri, servite i poveri
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